

Simone Garello @Pixabay
Turin
TORINO, CERCASI ALBERGATORI PER API SOLITARIE
Parte il progetto UrbanBEE: i cittadini diventano custodi della biodiversità urbana, dal proprio balcone di casa!

Figura 1. Primo piano di un’ape solitaria. Scatto di Sofia Apicella, volontaria del progetto.
«Non avevo mai sentito parlare di api solitarie, ma grazie a UrbanBEE mi sono accorta di quante incredibili specie animali vivono attorno a noi!» racconta una volontaria che ha partecipato alla prima edizione del progetto. È proprio da testimonianze come questa che nasce il valore di UrbanBEE – Api urbane dell’Università di Torino, un progetto di citizen science che coinvolge l’Università di Torino e diversi partner internazionali.
UrbanBEE unisce infatti Italia, Austria, Ungheria, Sudafrica e Zimbabwe in una grande indagine sulla presenza e la diversità delle api solitarie in ambiente urbano. L’obiettivo è comprendere come queste specie si distribuiscono nei diversi quartieri delle città e quali fattori urbanistici o ambientali favoriscono (o limitano) la loro presenza. Una ricerca scientifica, quindi, ma costruita insieme ai cittadini, che diventano citizen scientists (cittadini-scienziati), e partecipano attivamente al monitoraggio.
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I volontari installano un piccolo bee hotel, un vero e proprio hotel per api solitarie, negli spazi esterni delle loro abitazioni. Questi habitat artificiali offrono rifugio e possibilità di nidificazione alle api solitarie urbane, impollinatori fondamentali ma purtroppo in forte declino.

Figura 2. Un bee hotel installato in un giardino torinese. Foto di un volontario, edizione 2025.
Api solitarie: le “mamme single” degli impollinatori
Quasi tutti conoscono le api da miele, le api domestiche, ma in realtà la maggior parte delle api (circa il 90%) sono solitarie e selvatiche. Insieme a molti altri insetti, le api solitarie sono impollinatori fondamentali per la salute degli ecosistemi e dell’uomo: senza di loro non ci sarebbero fiori, piante né colture essenziali per la nostra sopravvivenza.
Le api solitarie, come suggerisce il nome, non hanno una regina né una colonia: ogni femmina vive da sola. Quando abbiamo spiegato l’ecologia di queste specie ai nostri cittadini-scienziati, un volontario ha esclamato: “Ah, quindi sono mamme single!”. È una semplificazione, ma rende bene l’idea: dai primi giorni di primavera, le femmine cercano piccole cavità nel legno in cui deporre le proprie uova, lasciando accanto una provvista di polline e nettare, perché le larve crescano da sole. Poi sigillano il nido con materiali caratteristici della specie: fango, fibre vegetali, foglie tagliate con precisione, o perfino petali rosa!

Figura 3. Alcuni dei bee hotels UrbanBEE occupati dalle api solitarie. Sono visibili i diversi materiali utilizzati per la chiusura dei nidi. Foto dei volontari, edizione 2025.
La maggior parte delle api solitarie non punge o tende a farlo solo se manipolata, motivo per cui convivono serenamente con le persone anche in pieno contesto urbano.
In città, la presenza di siti naturali è sempre più limitata: cementificazione crescente, potature frequenti e assenza di legno morto riducono drasticamente le opportunità di nidificazione per le api solitarie. Per questo i bee hotels del progetto, ispirati alla natura, sono realizzati in legno con fori di diverso diametro, imitando le cavità naturali in cui queste api nidificano e offrendo loro un sito urbano di nidificazione.
Cittadini scienziati!
Il funzionamento è semplice: una volta installato il bee hotel su balconi e terrazzi, i volontari ci inviano una fotografia a settimana per circa quattro mesi. Questo semplice gesto ci permette di registrare l’arrivo delle api, osservare quali diametri vengono scelti, monitorare il processo di nidificazione e capire come la presenza di impollinatori cambi da quartiere a quartiere.

Figura 4. Un’ape solitaria visita un bee hotel installato in città. Foto di un volontario, edizione 2025.
La scorsa primavera abbiamo avviato uno studio pilota a Torino: 31 volontari hanno aderito al progetto e portato a casa il loro bee hotel. I primi risultati sono davvero interessanti: 26 bee hotels sono stati occupati con materiali più disparati e i volontari si sono rivelati entusiasti, creando un piccolo gruppo di cittadini dediti alla protezione della biodiversità torinese. Ma anche i bee hotels rimasti vuoti ci raccontano qualcosa: forse quei quartieri sono meno verdi e meno “amici della biodiversità”? Le indagini proseguono!
Infatti, tutti i dati raccolti, aggregati a quelli degli altri paesi partecipanti, ci permetteranno di avere una fotografia globale della biodiversità urbana e comprendere le diversità tra città molto diverse tra loro, come Torino e Johannesburg in Sudafrica. Questo sarà fondamentale per indirizzare al meglio la pianificazione urbana e permettere ai cittadini un equo accesso alla natura e alla biodiversità nei diversi contesti.
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L’obiettivo finale è trasformare gli spazi urbani in micro-ecosistemi capaci di ospitare e sostenere la vita, stimolando allo stesso tempo una maggiore consapevolezza ecologica tra i cittadini. Conoscere la biodiversità che ci circonda, in tutte le sue forme, ed imparare a considerarla come qualcosa di “nostro” è il primo passo per costruire un nuovo modo di abitare le città e un rinnovato rapporto con la natura urbana.
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Albergatori cercasi!
Per l’inizio della prossima primavera 2026, cerchiamo nuovi volontari che vogliano ospitare uno dei nostri bee hotel sui propri balconi e giardini, sul territorio urbano della città metropolitana di Torino. Non è necessario avere conoscenze specifiche, serve solo un po’ di curiosità: il bee hotel viene fornito da noi e rimarrà a voi come ringraziamento per la partecipazione. L’unica cosa che dovete fare è disporre di uno spazio esterno, mandarci una foto del vostro bee hotel a settimana e avere tanta voglia di conoscere i prossimi ospiti del vostro albergo cittadino!
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Le candidature sono aperte fino a fine gennaio tramite un Google Form dedicato (che trovate anche sulla nostra pagina Instagram myurbanbee_turin). L’obiettivo è coinvolgere ogni zona della città, così da costruire una mappa dettagliata della biodiversità urbana: speriamo di vedere ogni quartiere di Torino coinvolto nel progetto!

Figura 5. Un bee hotel installato su un balcone torinese. Foto di una volontaria, edizione 2025.